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Dr. Giorgio Quaranta

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La dipendenza Sessuale

Dipendenza da alcool o da droga sono le più conosciute, ma sempre più richieste d’aiuto sono legate alla dipendenza sessuale.

Gli esperti la chiamano sexual addiction, o dipendenza da sesso. Ma nei secoli ha preso nomi diversi, tutti riconducibili a una condizione psico-fisico-esistenziale in cui la sessualità è il baricentro della vita: erotomania, ipersessualità, dongiovannismo, ninfomania, satiriasi, iperfilia, sesso compulsivo, e così via.

Tutte varianti dello stesso disturbo, che hanno un elemento in comune: una forte pulsione sessuale che costringe chi ne soffre a compiere azioni a sfondo sessuale indipendentemente dagli effetti negativi che possono comportare per sé o per gli altri. La vita di chi ne è affetto gira tutto intorno la possibilità di soddisfare gli appetiti sessuali, al punto di trascurare relazioni familiari e impegni di lavoro.

L’ipersessualità rientra nelle nuove dipendenze cosiddette “senza sostanza” come quella del gioco d’azzardo o dello shopping compulsivo. Le aree del cervello che vengono attivate sono le stesse che si attivano con la dipendenza dal alcool o droghe.

Il primo che la descrisse con metodo scientifico fu Richard von Krafft Ebing nel 1886, il quale intuì per primo il carattere estremamente pervasivo di questo disturbo: per i suoi pazienti riuscire ad avere rapporti sessuali era, per loro la priorità assoluta. Dalla fine dell’Ottocento a oggi le interpretazioni del fenomeno sono state diverse e molto variegate.

Oggi gli esperti, per poter definire la presenza di sexual addiction, vanno alla ricerca anche di altri elementi. Oltre alla centralità del sesso, in chi ne soffre ci deve essere un rapporto distorto con le conseguenze delle proprie azioni. Inoltre, deve esserci un comportamento compulsivo: pensieri e azioni che si ripresentano di continuo e il cui obiettivo è quello di ridurre o prevenire un disagio, invece che fornire piacere o gratificazione. Non solo: altri due elementi tipici della sexual addiction sono la tolleranza, ossia il bisogno di stimoli sempre più forti, e l’astinenza, ossia la comparsa di sintomi come aggressività, insoddisfazione, malumore, quando non si può raggiungere un orgasmo.

Il dipendente sessuale passa la maggior parte del suo tempo a costruire le condizioni per poter soddisfare il bisogno di sesso: prostitute, materiale pornografico, chat line, molestie diventano il corollario della sua vita.

E il fenomeno è cresciuto negli ultimi anni proprio grazie alla diffusione nella rete di contenuti a sfondo sessuale con il cyber sex. Tra le possibilità offerte dalla rete, le chat erotiche sono quelle che hanno il più elevato potere di instaurare una dipendenza. E le ragioni sono due: evasione dalla realtà e immediata accessibilità all’altro. Fuggire dal quotidiano, nascondersi dietro un nickname e poter disporre di un’ampia gamma di interlocutori le rendono uno strumento perfetto.


Almeno vorrei riuscire a regalare a mio marito un rapporto al mese.

Buonasera, vivo da anni una situazione di disagio sensuale, mancanza di desiderio e difficoltà di penetrazione. amo da molto mio marito e per questo non voglio rovinare tutto dopo 19 anni di vita Insieme!

Premetto di aver subito violenze sessuali da l'età di 6 anni ai 17, dopo essere scappata da casa ho vissuto una vita sessuale dando me stessa senza pensarci....quasi per farmi del male....a 23 mi sono sposata la prima volta con un ragazzo stupendo, per 3 anni tutto bene, poi niente più...il desiderio io non lo avevo come non c'è lo Ora! Lui mi ha lasciata (ovvio) e per un paio d'anni ho ricominciato a dare sesso fregandomene di me Stessa!

Poi ho incontrato lui, io 30 anni lui 21, mai avuto rapporti e innamoratassimo di questa pazza! Viviamo i nostri primi 2/3 anni bene con sesso e dolcezza, lui mi convince di andare dalla psicologa x raccontare la mia vita, ho attacchi di ansia, panico, disturbo bipolare. ..e sono in cura dalla psichiatra che mi riequilibrio con depakin e citalopram ormai da 13 Anni!

La mia vita è serena adesso, con il mio uomo vicino, bambini non ne abbiamo voluti, ma almeno avere un rapporto al mese mi basterebbe (sopratutto per lui) adesso ho 48 anni e tra poco arriverà la menopausa. ...così andrà Peggio? Ripeto che oltre alla mancanza di desiderio ho difficoltà alla penetra zone (anche dal ginecologo) vi prego aiutatemi


Risponde il Dott. Massimo Ventura

Gentile Cinzia,

le violenze subite ci lasciano addosso tracce che fanno fatica a scomparire, specie se vissute in un'età in cui non ci è possibile difenderci...

Mi colpisce, in sincerità, l'alternarsi nella sua vita di periodi che dovrebbero essere felici, ma in cui il suo desiderio sessuale sembra sparire, a periodi in cui, secondo le sue parole, lei faceva sesso "fregandosene di sé stessa"...

Mi verrebbe da chiederle, data la sua richiesta, se quando lei aveva rapporti senza curarsi di sé stessa lei provasse desiderio o meno...

Anche adesso, in fondo, lei chiede un supporto per, come dice lei, regalare dei rapporti sessuali a suo marito: ancora una volta io però non sento lei, e intendo, aldilà delle sue difficoltà fisiche, non sento il suo desiderio. Non percepisco se c'è o non c'è, da parte sua, la voglia di fare l'amore con suo marito e questo aldilà, sia chiaro, delle sue legittime affermazioni.

Forse il suo volersi fare del male non è poi sparito del tutto... E' ancora lì da qualche parte che continua a farsi sentire... E la priva del desiderio e del piacere dell'intimità fisica chiudendo addirittura le porte - simbolicamente parlando, intendo le sua difficoltà nella penetrazione - del SUO piacere.

Vedo dalla sua mail che già si appoggia ad una collega, sicuramente valida, oltre che ad una psichiatra, suppongo per l'aiuto farmacologico di cui lei si avvale.

Se mi permette un suggerimento di tipo psico sessuologico, forse, dico forse, potrebbe avvalersi dell'intimità con suo marito e provare ad esplorare le sue, di lei Cinzia, fantasie erotiche, per cercare di ritrovare il suo di desiderio. Insieme a suo marito. Sono convinto che lui sarebbe più che lieto di aiutarla in questa riscoperta di sé stessa. E potrebbe essere una buona occasione per riscoprire insieme la vostra intimità.

Ovviamente ammesso che questa non sia un'area che lei ha già indagato insieme alla sua psicologa. Nel qual caso non potrei che appoggiare la decisione e proporle di esplorare, giocare la vostra sessualità, in modo che non sia più solo un dono che lei fa a suo marito ma lo sia anche per lei. Un dono che lei PUO' fare a sé stessa.

Con la speranza di esserle stato utile e rimanendo eventualmente a disposizione, le porgo i miei più

Cordiali saluti

Questa è una delle risposte date alla domanda “Almeno vorrei riuscire a regalare a mio marito un rapporto al mese.” presente su Psicologi-Italia.it.


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